Gli scrittori!

Noto come il filo conduttore che lega molte persone al campo “editoriale” sia il fancazzismo: antichissima cultura nata dalla dottrina filosofica del nonfacciouncazzo.
Infatti, vedo tante persone che per farsi conoscere, e dunque pubblicare, frequentano infiniti corsi di pseudo scrittori, vanno a fiere, conferenze, e altre minchiate per radical chic intellettuali (o finti tali). Sempre in giro a chiacchierare con editori, editor, consulenti editoriali, scrittori, e altra gente del cazzo.
Ora, alla luce di tutto ciò, mi torna in mente la scena di un film di Moretti in cui lui chiedeva a una ragazza hippy, o roba simile, dove trovasse i soldi per le sigarette, i vestiti e il cibo, dato che non lavorava. E lei gli rispose “faccio cose, vedo gente”, che in sintesi voleva dire “campo a scrocco”.
Beh, in fondo è proprio così. Perché se tutti questi nuovissimi e nuovissime geni acculturati della letteratura, dovessero spaccarsi il culo per tirare avanti una casa e se stessi, di certo non avrebbero il tempo per andare in giro a fare i radical chic del cazzo.
Inoltre, grazie al cazzo che poi scrivono un libro ogni morte di Papa. Già, perché difficilmente chi non mangia merda riesce a scrivere con l’anima, e poi, presi come sono tra fiere e corsi pieni di altri finti artisti cervellotici, sicuramente non passano le proprie notti chiusi in una camera, da soli, battendo i tasti della tastiera.
Che dire… Meno male che non sono un artista né un acculturato. Sì, perché non riuscirei proprio a fare il carino per pubblicare, né tantomeno dover affrontare sempre noiosi quanto vuoti e triti discorsi pseudo-cervellotici. Preferisco scrivere, inviare, e poi pubblicare. Come da sempre fanno gli scrittori, e non i cazzari.

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Che grande capolavoro!

Cielo, non ho mai buttato nel cesso 89 centesimi come ho fatto ieri. Sì, mi vergogno ha dirlo, ma ho comprato (giusto per curiosità) l’ebook chiamato Antony. Primo in classifica su Amazon nella categoria erotica già da molti giorni. 108 recensioni (per lo più fatte da amichette bloggers, e altre pseudo scrittrici) positive, e solo 7 negative (le uniche che entano nei particolari).
Devo dire che mi sono sforzato di leggere questo “capolavoro” senza paletti nel cervello. Ma a un certo punto ho sentito il bisogno di vomitare.
Una storia letta e straletta. Personaggi che nella realtà non esistono (volete vedere i gigolò veri, beh, venite con me al Centro Direzionale di notte), e nomi stranieri che non hanno un cazzo a che vedere con un’autrice italiana.
Ed il sesso? Beh, tutti a dire che è cruento. Sì, come no, cruento un paio di palle! Le solite scene di sesso farcito di fattori affascinanti in stile Melissa P. o 50 sfumature di merda.
Perversione un paio di palle! Ve la farei vedere io la perversione vera. La  violenza sadica che si nasconde nell’anima umana. E non certo quella di un fusto che l’autrice definisce schizzofrenico, quando non conosce minimamente i comportamenti dei veri schizzofrenici, comportamenti per niente affascinanti.
108 recensioni inutili quanto vuote. 700 pagine di cui ne ho lette solo 100, prima di vomitare. Un romanzetto rosa non diverso da una telenovelas del duemila. Dove l’autrice narra di tematiche che di certo non ha conosciuto se non alla tv (o sarebbe una tuttologa). Di cose dette e stradette. E di situazioni e personaggi che si vedono solo alla tv.
Che dire, non mi meraviglio che, nonostante le 108 recensioni positive, nessuna casa editrice abbia già scoperto questo “grandissimo talento”. Evidentemente perché gli editori non sono scemi, e sanno quando una storia può fruttare loro la vera grana; non certo quella degli 89 centesimi (a volte neanche pagati) delle amichette bloggers.
Per quanto mi riguarda, mi spiace solo di aver buttato via quasi un euro, e di non poter recensire quella schifezza, in quanto Amazon ha una strana politica per le recensioni fatte da un autore. Ma stranamente non ne ha riguardo a quelle fatte da bloggers, o da nick irreali che nascono solo per commentare le stesse cose, o denigrare altri lavori.
Che strano!

Geni incompresi

Purtroppo internet ha leso tremendamente al mondo della scrittura. E’ un dato di fatto!
Un tempo gli scrittori erano al quanto solitari. Se ne stavano chiusi nella loro camera, di notte, ascoltando musica e scrivendo, mentre oggi come oggi passano il più del tempo a cazzeggiare sul web, scrivendo al massimo due pagine a notte.
Già, è la causa di questo degrado è da imputare soprattutto ai vari siti su aforismi, dove la gente posta storielle microscopiche. Ai vari blog dove bimbette e nerd si credono scrittori, solo per un diario scritto. E ultimo dei fenomeni, l’autopubblicazione su Amazon.
Ora, so che molti mi odieranno, e premetto che non generalizzo, ma è tremendo vedere come il web sia pieno di ebook orrendi, e di gente che si crede capace di scrivere storie innovative.
Nella mia ignoranza, preferendo scrivere piuttosto che fare comunelle virtuali, ignoravo questo fenomeno. Fenomeno conosciuto solo da pochi mesi.
Ebbene, devo dire che tali geni incompresi dovrebbero porsi alcune domande se non vengono mai cagati di striscio dalle case editrici. Voglio dire, io stesso ho ricevuto innumerevoli rifiuti. Mi hanno chiamato perverso, volgare, sadico, e chi più ne ha più ne metta. Ma non mi sono mai piegato, e ho continuato, sputando su determinate case editrici, ma mai dicendo che non avrei continuato a provare.
Invece, sembra che molti di questi geni incompresi attestino di non condividere il mercato editoriale, quando se la più piccola casa editrice offrisse loro un contrato da fame, loro lo accetterebbero senza neanche leggere il contratto.
Ma perché nessuno li caga?
Beh, io editore, perché mai dovrei pubblicare una storia che chiunque può vedere tranquillamente su Rete 4, Canale 5, e Italia Uno? Storie di Telenovellas con personaggi tanto fighi quanto irreali. Storie di vampiri vestiti alla Dolce & Gabbana. Storie di gente che ritrovano l’amore o se stessi in posti mai visti né dai lettori, né dagli autori.
E cosa succede?
Questi scrittori, invece di ammettere di non saper scrivere, e di scrivere solo cazzate, si scagliano contro editori e scrittori. Diventano invidiosi. Pieni di rabbia. Inventando numeri inesistenti. Facendosi pompini a vicenda tra loro, elemosinando recensioni ai bloggers, sapendo che questi se decidessero di scagliarsi contro di loro, potrebbero scrivere infinite recensioni negative sui loro lavori (come di certo succederà presto o tardi a me, dato che dico le cose come stanno). E passando le giornate su gruppi e pagine face book a fare gli amiconi tra loro, quando neanche si conoscono realmente.
Ecco cosa ha causato il self. Poi, per fortuna, esistono scrittori che pubblicano sia con case editrici che in proprio. E questi si riconoscono subito! Perché non stanno sempre a fare comunella nei gruppi, non fanno pompini ai bloggers, e non rompono il cazzo al prossimo.
Tanto di cappello per questi autori! Ma per chi agisce in altro modo, beh, non offendetevi, ma invece di essere invidiosi del prossimo, provate a scrivere cose che non siano già apparse in tv, o estrapolate mille volte dai libri di Tolkien. E soprattutto, evitate di scrivere che come lavoro fate gli scrittori. Perché non ci crede nessuno che con quanto scritto vi pagate tetto e cibo.
Lo so, sono cattivo, e ne sono contento. Ma la verità va detta!
E ora, bloggers di tutto il mondo e autori self frustrati, avanti, unitevi per scrivere recensioni distruttive sul mio conto. Tanto i lettori fuori dalla vostra combriccola conoscono bene i vostri nick, e così le case editrici che snobbano le ottomila recensioni che postate tra voi.

Poetesse!

Adoro quelle poetesse che scrivono versi profondi e pieni di speranza. Narrando di posti mai visti. Scrivendo di popoli mai visti, ma che dicono di voler salvare con ogni forza.
Dolci creature che dicono di voler salvare i popoli medio orientali, ma che passano ore nel cesso a truccarsi. Donzelle che provlamano l’amore cosmico, ma di nascosto gettano merda su chiunque. Piccole anime libere che dicono di essere distaccate dai beni materiali, ma vivino nella casa pagata da papino.
Adoro le loro poesie! Le trovo davvero coerenti con la loro vita. Voi no?
Ma si sa, io sono scemo e non capisco un cazzo. Dunque non faccio testo
Però, non so. Se io fossi un disperato che vive tra i bombardamenti, mi girerebbero abbastanza le palle nel leggere stronzate di qualche stronzetta truccata e ben vestita che dice di avere a cuore la mia vita, mentre lei cazzeggia tutto il giorno, si diverte, e io crepo per strada.
Ma ripeto, io sono stupido! Dunque scrivo solo stronzate.